La storia continua con Jolanda la figlia del Corsaro Nero dove, come si intuisce, la protagonista è Jolanda, che si ritrova a fare i conti con il conte di Medina, il figlio di Wan Guld. Abbiamo qui una disputa per l'eredità in quanto prima Honorata poi il Corsaro Nero sono morti. Per riuscire nell'impresa Jolanda troverà l'appoggio di Morgan, l'ex luogotenente del padre. Anche qui abbiamo un lieto fine e morto il conte di Medina, Morgan si ritira con Jolanda che è diventata la sua compagna in Giamaica. Abbiamo una rivisitazione al femminile del personaggio del Corsaro Nero: coraggiosa, forte....
Salgari continua poi raccontandoci altre peripezie ne Il Figlio del Corsaro Rosso. Si presenta come un giovane rampollo e per la prima volta lo troviamo nel salone della marchesa di Montelimar. Anche lui ha un a missione da compiere: deve assicurare l'eredità ad una sorella che il padre ha avuto da una principessa del Darien e qui, troviamo come antagonista il marchese di Montelimar. Fin dall'inizio si comprende che la marchesa di Montelimar è la donna del cuore del figlio del Corsaro Rosso e infatti diverse volte gli salva la vita. Troviamo alcuni personaggi nuovi quali il bucaniere Buttafuoco, il basco Mendoza, il guascone don Barrejo, he ritroveremo poi anche nell'ultimo romanzo Gli ultimi filibustieri. Anche qui c'è da recuperare l'eredità della figlia del Corsaro Rosso e nipote del Gran Cacico del Darien. Personaggio centrale qui sè don Barrejo che, dopo alcuni lunghi anni in cui aveva diretto la taverna de El Toro insieme a sua moglie, stanco di quella vita, accetta di intraprendere questa nuova avventura assieme a Mendoza e ad altri filibustieri. Le vere peripezie iniziano quando i due si ritrovano divisi dal resto del gruppo. In loro aiuto arriva anche De Giussac, anche lui guascone come don Barrejo e al tempo stesso ex taverniere. Affronntano mille insidie prima di riuscire a ricongiursi con i loro compagni e, ancora una volta abbiamo un nuovo personaggio che da loro un grane aiuto: un indiano che si è casualmente imbattuto in loro mentre stava fuggendo dai Tasarios una tribù di mangiatori di carne umana. Il caso ha voluto che l'indiano appartenesse alla tribù del Gran Cacico del Darien! In questo romanzo ci sono un sacco di scene avvincenti e strabilianti ad esempio la lotta tra don Barrejo con un Condor in cima ad un albero che non sto qui a raccontare ma ce n'è un'altra che vorrei raccontarvi in quanto ugualmente degna di nota: quella in cui l'indiano salva tutti dalla tribù dei Tasarios. I quattro giungono durante la fuga all'entrata di una stretta valle piena di serpenti (i filibustieri non hanno idea di ciò che vi è nascosto)! Qui l'indiano dopo aver ricavato un flauto fa salire tutti su un'enorme albero poi suona alcune note e, stupiti i filibustieri vedono risvegliarsi fra le radici degli alberi centinaia di serpenti a sonagli! Come un pifferaio, passando tra i rami degli alberi,l'indiano guida i serpenti in direzione dei nemici che vengono quindi da essi attaccati... Che dire?! Salgari ha delle idee fantastiche quando si tratta di trovare delle vie d'uscita da situazioni impensabili! Nei vari libri, abbiamo uno schema fisso: nei primi due abbiamo il Corsaro Nero che deve vendicare i suoi fratelli; negli ultimi tre i protagonisti devono rivendicare delle eredità. Nonostante questo ripetersi Salgari (a mio avviso), riesce a non cadere nel banale e trova degli escamotage sensazionali per non rendere monotona la narrazione. Vale quindi la pena riscoprire questo autore, forse spesso sottovalutato in quanto si pensa, che i racconti avventurosi siano da destinarsi solo ai ragazzi. Leggetelo!!!
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